dart, la curiosità e il senso critico sono qualità che servono. Vuoi provare altre distribuzioni? Liberissimo ma nel mio caso avrei usato non l’installazione fisica sullo stesso computer ma una macchina virtuale. Ma questa soluzione ha un problema: lo spazio libero su disco! Se penso che una installazione virtuale di un MacOS X mangia circa 16 GB di spazio sul disco rigido allora meglio desistere o comprarsi un disco rigido più capiente! Se penso che i PC-IBM originali venivano venduti con un disco rigido da 20 MB vengono i brividi! Il papà dell’Apple Macintosh originale. l’Apple Lisa, funzionava con 1 MB di RAM e un disco rigido da 20 MB ed era multitasking. Uno dei tanti motivi che mi ha spinto a mollare Windows era che diventava sempre più obeso e instabile. A quanto sta veleggiando con le sue ultime versione? 16 o 32 GB di sola memoria RAM o su disco con tanto di omaggio: sono spyware!
Ma lo so cosa sono le macchine virtuali, ma si parla di quando avevo 11 o 12 anni e non le usavo ancora. E per miei spazi, non mi dispiaceva poi reinstallare Windows e riconfigurarlo, ma solo nel pensiero di farlo e vedere tutto questo (installazione distro, provarlo, reinstallare Windows da 0 e riconfigurarlo), non nel fatto che lo faccio io, ma nel senso generico, perfino l’installazione di Windows anche se lo avevo già visto 20 volte. Io per questa passione, tutt’oggi sarei capace di cambiare distro ogni giorno, ma penso di più a cosa mi farebbe comodo. Non farei anche più le stupidaggini come installare il Macintosh sul mio PC o Gentoo (non intendo che Gentoo sia una stupidaggine, ma ci vorrebbe troppo tempo anche per me per la compilazione del sistema e software). Io ho poca voglia di provare una distro nuova rispetto a una volta, sono solo in tendenza tra Fedora e Debian (pura, non derivate). Io comunque se rimango su Fedora reinstallerò la versione standard, perché pure Kinoite mi ha fatto un bug con Libreoffice che volevo incollare un indirizzo web, ma non voleva incollarlo. Fatto 10 volte copia ma non voleva incollarlo. Invece fatto la prove sul browser e lo incollava sulla barra dei indirizzi. Allora le versioni immutabili di Fedora hanno ancora troppi bug secondo me
Come disse un famoso finlandese noto per le sue sfuriate, la caccia al bug è una delle cose più noiose al mondo. Come ti scrissi tempo fa, trovami un programma che non sia privo di bug o di errori! Per uno come me cresciuto a base di pane e BASIC, quello Sinclair, leggere gli articoli sul Minimal BASIC e il Full BASIC su Wikipedia è stato illuminante perché mi ha mostrato che anche gli errori spesso più evidenti passano inosservati come l’errore insito tra la gestione dei caratteri e le matrici. Mi spiego: sotto lo standard Full le stringhe di caratteri sono viste anche come matrici ma c’è un comando, OPTION BASE, che permette di cambiare l’inizio di una qualsiasi matrice che può partire da 0 o da 1. Ma perché le stringhe di caratteri, viste come matrici, iniziano sempre da 0?
Sarei d’accordo ma non starei andando a caccia di bug… ma stanno venendo! Secondo te, ho fatto quel “copia” e “incolla” su Libreoffice per farli un test e vedere se mi funzionava? Se comunque, una cosa non funziona, non funziona. Facendo un confronto con Fedora standard o Fedora Atomiche, io ho usato per molto Fedora standard, è non mi dava questi bug, anzi era molto stabile. Non sono appena arrivato da Fedora, Ormai da un paio d’anni da quando avevo abbandonato Archlinux. Prima il rolling release erano al top per me, ma poi avevo cambiato idea. Poi sempre mi è stato di tendenza Fedora o Debian, nessun altra distro
Quello che ti ho scritto prima era solo per mostrarti che spesso le magagne si trovano nei posti più inaspettati. Si, ora stai usando la versione standard di Fedora ma se vuoi puoi provare l’ebbrezza delle ultime novità ( instabili ) abilitando il ramo rawhide dei pacchetti. Per te sarebbe il colmo! Prima l’eternità della versione immutabile, poi gli aggiornamenti certi e sicuri della stabile ed infine l’azzardo con le versioni instabili dei pacchetti più nuovi. Meglio riposare, non trovi?
Io una volta ero a fare molto “esperimenti”. La distro più usata da me è stata Archlinux. Archlinux è la distro più stabile? Tra l’altro, sono stato il tipico utente da un paio d’anni a Ubuntu o Linux Mint e poi ha cambiato? Provato Ubuntu nemmeno in una giornata, subito il giorno seguente Archlinux installato sul mio PC (installato sempre manualmente, non con archinstall, non esisteva questo script quando ho iniziato). Mi piaceva andare nelle “avventure”, ma adesso vorrei qualcosa di serio. Su un’altro forum mi hanno ispirato per andare sul serio e imparare veramente. Io come ripeto, sono sempre stato un appassionato d’informatica, ma sempre nel verso delle basi e del tecnico informatico (andavo a scuola per tecnici informatici) non sviluppatori. Visto che da poco ho ripreso un’altra passione che avevo perso anni fa, cioè la lettura (da adolescente mi piaceva leggere) ho deciso di prendermi anche dei libri d’informatica per approfondire ancora di più, perfino su dei linguaggi di programmazione. Quindi non me ne frega più tanto “giocherellare”. A questo punto, forse, perfino Debian non mi terrà lontano dal suo unico “difetto”. Adoro Debian ma per quanto è arretrato dei pacchetti. Per non farti scrivere cose che non servono, lo so come è strutturato Debian con sid-testing-stable, ma non trovo senso usare una distro come Debian senza accettare la sua filosofia. Se non lo accetti, questo punto usa un’altra distro, secondo me. Ho già sul carrello di Amazon un libro di Linux che comprerò domani
Se ti piace leggere, un libro fondamentale è la guida di riferimento al linguaggio C degli stessi autori che crearono anche l’originale Unics ossia il K&R.

No, non è uno sbaglio, originariamente Unix venne chiamato così perché era una versione ripulita e ridotta di un altro sistema operativo, il Multics. Guarda, la pubblicistica sugli Unix e su Linux è immensa.
Grazie, penso che lo comprerò. Dire la verità, di Unix ne ero a conoscenza, di Multics no
Guarda dart, qui ci sono alcuni vecchi codici sorgenti dei primi Unix o Unics che di si voglia ( https://github.com/bbarker/AncientenUnixen ). Riguardo al legame tra Multics e Unix il tutto si può sintetizzare così: le maggiori ditte produttrici di computer americane compresa la Bell, sì, proprio quella dei telefoni, si misero in testa l’idea nella seconda metà degli anni 60 del secolo scorso di creare non solo un hardware che permettesse l’adattamento a caldo a livello delle periferiche del computer ma anche un sistema operativo multitasking e multiuser. Sai, in quel periodo andava di moda il gigantismo ma come finì il progetto? In un nulla di fatto! Così alcuni ingegneri software decisero di riciclare alcune idee e concetti che erano stati sviluppati per Multics ma su scala ridotta. Da lì lentamente si trasformò un sistema monoutente in quello che è oggi. Una sintesi più completa le trovi qui ( https://multicians.org/unix.html ; https://www.storiainformatica.it/sistemi-operativi/unix ; https://www.nokia.com/bell-labs/about/history/innovation-stories/50-years-unix/ ). Una cosa: il manuale K&R è considerato uno dei migliori manuali per l’introduzione ad un linguaggio di programmazione. Una domanda: mai usato il Commodore Amiga?